Progettazione definitiva ed esecutiva delle opere di restauro e riallestimento del Museo Santuario di Santa Venera e dell’ex stabilimento Cirio, della nuova porta di accesso al Parco e al Museo Nazionale Archeologico di Paestum – Comune di Capaccio


Committente: Guicciardini & Magni Architetti
Nel cuore di un territorio che rappresenta una delle più alte espressioni della stratificazione culturale, archeologica e paesaggistica del Mediterraneo, GEOSOL è stata chiamata a contribuire, con la propria competenza tecnica e il proprio rigore metodologico, alla progettazione definitiva ed esecutiva delle opere di restauro e riqualificazione del complesso storico-industriale dell’ex stabilimento Cirio e del Museo Santuario di Santa Venera, nel Comune di Capaccio, a ridosso del Parco Archeologico di Paestum. Si tratta di un intervento dal valore simbolico e territoriale straordinario, finalizzato alla trasformazione di un’area a vocazione produttiva dismessa in un nuovo polo culturale e turistico, ponte tra il passato industriale e il patrimonio archeologico millenario del sito, con la creazione di una nuova porta di accesso monumentale al Parco e al Museo Nazionale Archeologico di Paestum.
Il lavoro di GEOSOL si è sviluppato attraverso un’articolata campagna di indagini geognostiche, geofisiche, geologiche e geomorfologiche, integrativa rispetto a precedenti attività esplorative e finalizzata a consolidare il quadro conoscitivo del sottosuolo su cui sorgeranno gli interventi di recupero e riconversione. La delicatezza dell’intervento, in un contesto caratterizzato dalla coesistenza di preesistenze archeologiche, elementi di archeologia industriale e una stratificazione geomorfologica complessa, ha richiesto un approccio multidisciplinare e altamente calibrato. GEOSOL ha dunque condotto saggi sulle fondazioni esistenti, volti a verificare lo stato di conservazione e la capacità portante delle strutture originarie, per consentire un restauro compatibile e non invasivo.




Sul piano geofisico, sono state eseguite indagini MASW per la caratterizzazione dinamica del terreno e per la definizione del profilo Vs, necessaria alla valutazione della risposta sismica locale e alla classificazione del sito secondo la normativa NTC. Le misurazioni HVSR, invece, hanno consentito di determinare le frequenze di risonanza naturale, parametro cruciale per comprendere il comportamento vibrazionale degli edifici esistenti e progettati. Inoltre, rilievi con georadar ad alta risoluzione sono stati impiegati con finalità non distruttive, sia per mappare eventuali elementi sepolti e fondazioni secondarie, sia per verificare la continuità strutturale e l’integrità delle murature sotterranee, nel rispetto assoluto delle prescrizioni di tutela archeologica.
Lo studio geologico e geomorfologico, eseguito con rigore scientifico, ha permesso di ricostruire la genesi del sito, definito da sedimenti costieri, depositi alluvionali e una sottostante piattaforma calcarea, influenzata da dinamiche idrogeologiche attive. Queste informazioni si sono rivelate essenziali non solo per la progettazione delle opere strutturali, ma anche per la pianificazione di sistemi di drenaggio e gestione sostenibile delle acque meteoriche, garantendo la compatibilità tra le nuove funzioni dell’area e la sua storica vulnerabilità idraulica.
Il contributo di GEOSOL ha dunque permesso di fornire una base tecnica solida e multidimensionale, indispensabile per procedere con interventi che coniughino la valorizzazione del patrimonio esistente con la trasformazione sostenibile degli spazi, rispettando l’identità storica del luogo e al contempo proiettandolo nel futuro come nuovo epicentro di cultura, accoglienza e conoscenza. La nuova porta d’accesso al Parco di Paestum non sarà solo un’infrastruttura logistica, ma un dispositivo narrativo e paesaggistico, in grado di restituire dignità e funzione a un’area marginalizzata, integrandola pienamente nella fruizione culturale del sito archeologico e contribuendo alla sua rigenerazione attraverso una visione strategica e condivisa del territorio. GEOSOL, con il proprio apporto tecnico e scientifico, conferma ancora una volta il ruolo di interlocutore privilegiato nei progetti di alta complessità, capaci di coniugare tutela, trasformazione e innovazione.


